sabato 24 settembre 2011

Londra in 3 giorni



London: istruzioni per l’uso!
Avete solo 3 giorni a disposizione, ovvero un week end “allungato”? No problem, se non temete la stanchezza e siete pronti ad affrontare un vero tour de force, allora questa guida fa per voi!

1° giorno: venerdì 25 giugno 2010:
io e i miei genitori (che sono completamente digiuni di inglese) ci svegliamo all’alba, o meglio per essere più precisi, un’ora prima dell’alba (circa le 4 del mattino): il nostro volo Alitalia parte alle 7.35 da Milano Linate diretto a London Heathrow.
Abbiamo prenotato un mese e mezzo prima rispetto la data prefissata della partenza, trovando la conveniente tariffa di 96€. Ritengo sia un ottimo prezzo, considerando che il volo parte dall’aeroporto più vicino a Milano e arriva all’aeroporto principale di Londra, il biglietto comprende il bagaglio da stiva oltre che il bagaglio a mano e lo snack a bordo!
Come d’uso per i voli internazionali, arriviamo a Linate con le due ore canoniche d’anticipo, per poter accedere al check-in e sbrigare le solite formalità. Lasciamo la nostra automobile nel parcheggio 1 di Linate (quello proprio accanto al terminal, coperto), avendo controllato sul sito internet che avremmo pagato circa 84€.
Il check-in è nel complesso veloce: erano vari i voli Alitalia in partenza quasi in contemporanea al nostro, e in 20 minuti circa consegniamo al nastro trasportatore le nostre valigie fiduciosi di ritrovarle poi in terra inglese! Ci dirigiamo assonati verso il gate, senza mancare una sosta nel bar e in edicola dopo esser stati sottoposti ai controlli con il metal detector. Con puntualità ci fanno imbarcare; non lo nascondo: io ho il terrore degli aerei! Per cui ringrazio le goccine di passiflora per avermi donato quel briciolo di tranquillità, che altrimenti non avrei avuto!
L’ aereo su cui abbiamo viaggiato era un airbus 320, nuovissimo, pulito e comodo; ogni sedile era fornito di un display posto sulla cappelliera del sedile di fronte, peccato però che non fossero funzionanti: mi sarebbe piaciuto poter fare il “tracking” del volo proprio mentre ero in viaggio! Il volo parte in orario da Milano, che intanto aveva iniziato ad accendersi di rosa e giallino, merito dell’alba!
Il decollo è perfetto e dopo pochi minuti le hostess ci servono una bibita e uno snack, dolce o salato; come annunciato dal comandante, il volo dura circa un’ora e trentacinque minuti. Iniziamo l’atterraggio ma siamo “costretti” a vagare qualche minuto per i cieli londinesi in quanto non disponibile al momento una pista di atterraggio. L’atterraggio è stato completamente indolore: nessun vuoto d’aria, nessun rumore molesto e nessun applauso finale tipicamente italiano! (Lo confesso…mi piace applaudire all’atterraggio! Trovo sia quasi folkloristico!). Una volta sbarcati, camminiamo a lungo nell’aeroporto e siamo sottoposti ad un severo controllo dei documenti: mi raccomando, se avete solo carta di identità e non il passaporto elettronico, aspettatevi di vedere sbuffare l’omino della polizia, poiché dovrà digitare con la tastiera i vostri dati! Superata questa ennesima formalità, ci rechiamo al nastro trasportatore e troviamo già le valigie proveniente dal nostro volo che continuano a girare in attesa di essere prese dai legittimi proprietari: tutte e 3 le valigie imbarcate sono giunte con noi a destinazione!
Usciamo all’esterno dell’aeroporto e cerchiamo i taxi: con un perfetto sistema, un omino addetto allo smistamento dei passeggeri che necessitano di un trasporto, legge l’indirizzo del nostro hotel e ci fa accomodare sul primo taxi disponibile. Con nostra grande sorpresa, le valigie vengono caricate al lato dell’autista; saliamo sul tipico taxi londinese, nero, perfettamente pulito e profumato, addirittura abilitato al pagamento con la carta di credito! Il viaggio da Heathrow al nostro hotel dura circa un’ora e dieci, causa traffico! Il nostro autista nel tratto finale, passa per Hyde Park: che sorpresa scoprire la bellezza di questo parco attraversandolo comodamente seduti nel tipico taxi nero inglese! Spendiamo 60£ esatte: suppongo sia una tariffa fissa, poiché il tassametro indicava 65£!
L’hotel in cui abbiamo soggiornato è situato vicino alle fermate della metro Great Portland e Regent Park, ovvero servito da ben 4 linee della tube. L’hotel è il Grange Lagham Fitzrovia, un hotel 4 stelle, che posso consigliare senza ombra di dubbio! Si, non è economico, per due pernottamenti con colazione inclusa, per 3 persone, abbiamo sborsato ben 415£, ma ha molte note positive: la stanza con il bagno privato (ahimè senza bidet), la colazione inclusa (ottima, sul serio! Colazione continentale, per cui sia dolce che salata), il ferro e asse da stiro nell’armadio, stereo e tv digitale.
Dietro il pagamento di 35£ effettuiamo il check-in anticipato, così possiamo depositare i nostri bagagli e cominciare la nostra avventura londinese!
Ci dirigiamo alla vicina stazione della metro Great Portland: qui compriamo un abbonamento giornaliero, che costa 5.60£ a testa; grazie alle mappe della metro che si trovano in ogni stazione sia da consultare in loco sia da portare con sé, arriviamo alla fermata di Green Park, sulla Jubilee, Piccadilly e Victoria line. Per raggiungere Green Park, prendiamo in primis la linea gialla chiamata Circle in direzione Hammersmisth; scendiamo a Baker Strett ovvero una fermata dopo e qui un collegamento pedonale ci porta a prendere la linea grigia, la Jubilee; alla seconda fermata, cioè Green Park, usciamo dai meandri della tube.
Attraversiamo il parco, il St. James’s Park e, affamati poiché ormai si era fatta ora di pranzo, compriamo ad un chioschetto un panino (in tutti i parchi londinesi troverete gli stessi chioschi di legno che vendono gli stessi panini, un po’ troppo pasticciati per i nostri gusti, ma per una volta possono andare!). Rimaniamo estasiati dal fatto che nel parco (non solo in questo, ma anche in Hyde Park) sono a disposizione dei cittadini numerosi sedie a sdraio poste nell’erba!
Arriviamo davanti a Buckingham Palace: riusciamo a vedere giusto la parte finale del cambio della guardia! Facciamo le foto di rito e poi cerchiamo l’ingresso per visitare i saloni della regina. Sfortunatamente sono chiusi fino a luglio ed è possibile visitare solo il museo contenente statue e gioielli. Senza troppi tentennamenti, decidiamo di proseguire il nostro tour londinese privandoci della vista dei preziosi reali!
Ci incamminiamo a piedi verso la nota Trafalgar Square: percorriamo the Mall, il vialone che parte da Buckingham Palace e porta proprio nelle famosa piazza; costeggia il grazioso parchetto con tanto di stagnetto e pennuti svolazzanti. Da qui, sempre camminando per poter ammirare meglio la città, arriviamo fino ad Embankment e qui camminiamo lungo il Tamigi, giungendo fino al famoso Big Ben e al Parlamento: purtroppo non è visitabile al suo interno per cui senza perderci d’animo, entriamo dentro l’abbazia di Westminster: 15£ per gli adulti e 12.50£ per me, poiché sono studente universitaria. Il prezzo del biglietto comprende l’audioguida: bella invenzione, per carità, ma dopo aver ascoltato attentamente i primi 5 numeri di spiegazione, decidiamo che è più comodo e veloce fare i turisti fai da te, grazie alla guida Lonely Planet! L’abbazia merita la visita, per cui vi assicuro che sono sterline spese bene! Usciti da qui, ritorniamo verso il Tamigi e andiamo dall’altra sponda del fiume: la meta è il London Eye! Qui devo ammettere che il prezzo di ingresso, ben 18£, è esagerato: saliamo in una delle capsule, dopo attenti controlli con il metal detector sia alle singole persone sia alle singole capsule, e iniziamo il nostro tour panoramico. I vetri erano sporchi, per cui le foto vengono pessime, e l’aria condizionata non andava: insomma una mezzora in apnea! Ecco, è carina l’idea di vedere Londra da un’altra prospettiva ma io aspetterei di salire sulla cupola di St. Paul!
Senza perdere tempo, ci incamminiamo nuovamente e raggiungiamo la fermata della metro Embankment, riattraversando il fiume: qui prendiamo la Piccadilly Line e scendiamo a Piccadilly Circus: quanta gente, che vita! Passeggiamo per l’affollata via Piccadilly e facciamo un po’ di window shopping! Entriamo in una pasticceria, Patisserie Valeria, in cui compriamo un favoloso muffin al cioccolato! Stanchissimi, compriamo dei panini da Sturbucks e torniamo in hotel: crolliamo dal sonno non appena tocchiamo il letto!

2° giorno: 26 giugno 2010:
Dopo una rifocillante colazione in hotel, torniamo alla stazione Great Portland e compriamo altre 2 travel card da 5.60£ e una travelcard settimanale da 25.80£ per me, poiché mi trattengo per un corso di lingua. 

Effettuando sempre i cambi tra le linee della metro, prendiamo la Central Line e scendiamo a St. Paul: non appena usciamo dalla stazione, ci dirigiamo in uno dei tanti Caffè Nero disseminati per la città: l’espresso è buono!
Fatichiamo come matti per trovare un cestino nella zona (è assurdo: non esistono cestini!) e poi entriamo nella cattedrale. Paghiamo 12.50£ a testa, io 9£, e iniziamo la nostra visita: l’audioguida qui non è inclusa, ma per averla bisogna pagare altre 4£. Una raccomandazione: NON fate foto! C’è un addetto che ha cacciato via due ragazzi italiani poiché avevano fatto una foto, impedendogli di visitare la chiesa. Giriamo la chiesa, e iniziamo la salita al primo anello del cupolone: vi avverto, i gradini in totale sono circa 500! Il primo anello si affaccia all’interno della chiesa e pare che sussurrando, potrete essere sentiti a 32 metri: a noi l’esperimento non è riuscito! 
Saliamo al secondo anello, esterno e poi al terzo, sempre esterno: vista spettacolare! Il vento era forte ma potrete vedere Londra dall’alto e senza vetri sporchi! Dovete assolutamente andarci: le sterline spese valgono tutte!
Usciti dalla chiesa ci fiondiamo nel supermercato di fronte per compare acqua e frutta fresca: qui a Londra troverete in ogni strada almeno uno di questi supermercati sempre aperti! Trovo siano geniali: a qualunque ora del giorno e della notte non si rischia di rimanere mai a secco!
Proprio di fronte la chiesa c’è un piccolo giardinetto, curato ovviamente, con un punto di informazione turistica: entrando, vi danno gratuitamente una cartina di Londra, utile anche se non è particolarmente dettagliata. Affacciandosi dal parco si può vedere il Millennium Bridge, il famoso ponte in stile modernissimo che conduce al museo di arte moderna, il Tate. Noi non siamo andati a visitare il museo, prediligendo di visitare la città dal vivo ma io sono tornata qualche giorno successivo: l’entrata è gratuita e sono raccolte opere contemporanee. Personalmente l’ho apprezzato molto! Persino i bagni sono “artistici”!
Per tornare verso il centro, prendiamo un bus a due piani e torniamo verso Piccadilly Circus dove scendiamo in metro e ci dirigiamo verso Hyde Park. All’ingresso compriamo i soliti panini che mangiamo seduti nell’erba! Attraversiamo questo magnifico parco, curato e pulitissimo e costeggiamo la trafficata via Knightsbridge. Poi usciamo dal parco ed entriamo in Brompton Road, destinazione Harrods. Resistiamo pochissimo lì dentro, giusto il tempo per comprare qualche regalino da portare a casa e usciamo dal retro e scopriamo l’eleganza delle vie circostanti! Anche da Harrods sono tornata nei giorni successivi: beh, sicuramente merita una visita senza però soffermarsi più di tanto nelle sale al pian terreno, ma recandosi negli altri piani. Rimarrete affascinati dalla quantità e dalla sontuosità delle cose in vendita, in particolare dal reparto giochi per bambini e dal reparto cibo: spettacolari!



Torniamo su Brompton Road fino ad Hyde Park e qui prendiamo un autobus che ci porta Notthing Hill Gate.
A Notthing Hill è d’obbligo un’altra sosta da Starbucks per ricaricarci e poi, con il nostro frappuccino in mano, andiamo a Portobello Road. E’ pomeriggio ma c’è ancora il famoso mercatino: è simpatico osservare la varietà degli oggetti in vendita, e anche la varietà degli acquirenti!








Decidiamo di tornare verso l’hotel: riprendiamo un autobus che attraversa il quartiere arabo e scendiamo alla fermata della metro di Piccadilly Circus. Qui prendiamo la linea Bakerloo e decidiamo di uscire a Regent Park: con 2 minuti a piedi raggiungiamo Great Portland, risparmiandoci il cambio della metro!
In hotel ci rinfreschiamo e poi usciamo nuovamente, impavidi della stanchezza! Andiamo a Covent Garden e troviamo un ristorante-pub in cui cenare: non siamo abituati alla cucina così condita e “pesante” ma per una sera…
Passeggiamo per le vie verso Trafalgar Square, traboccanti di ragazzi e non, un po’ infreddoliti dal venticello. Verso le 11 torniamo in hotel, in una metro pienissima, come se fosse l’ora di punta!

3° giorno 27 giugno 2010:
Dopo esserci riposati e ristorati, lasciamo l’hotel e in taxi raggiungiamo la mia residenza, in King’s Road. Depositiamo le valigie e percorriamo a piedi la via: rimaniamo piacevolmente sorpresi dalla bellezza della zona! Avete presente le tipiche case inglesi e due piani, bianche, con il cancelletto e il portono colorato? Ecco, in questa zona ogni via era abitata da queste casette!

Sempre camminando, anzi molto camminando, raggiungiamo Buckingham Palace e assistiamo al cambio della guardia! Poi proseguiamo fino a Covent Garden dove mangiamo in un localino all’aperto i tipici Pasty della Cornovaglia, una sorta di panzerotti (il locale si chiama West Cornwall pasty).
Torniamo poi nella mia residenza con la metro, per poter fare la spesa necessaria per la mia permanenza (inutile a dirsi che anche il supermercato si rivela fonte di stupore) e poi i miei genitori si recano in aeroporto per tornare a Milano!


Ho volutamente escluso dal tour di 3 giorni i musei: io, avendo poi giorni a disposizione, sono andata a visitare il British Museum (gratuito), il museo delle cere di Madame Taussauds (pagato 17£ tramite la scuola, ma dovrebbe costare sulle 28£), la National Gallery (gratuito), il Museo della Scienza (gratuito).
Ho escluso anche la visita a Greenwich: dovreste infatti dedicargli una giornata intera; per raggiungerlo io ho preso un battello ad Embankment fino a Greenwich, dal costo di 7£andata e ritorno. Qui potete visitare 3 musei (ritratti e navale) e poi il famoso meridiano! Vi avverto, c’è la coda per poter scattare la foto nel punto esatto di passaggio, ma una volta arrivati, ne vale la pena!! Consiglio anche il giro nel parco: se siete fortunati e con molta pazienza, potrete incontrare gli scoiattoli!

p.s.: forse qualcuno di voi legge abitualmente le guide di viaggio sul sito di Turisti per caso e potrebbe trovare una certa somiglianza tra questa guida e quella: un paio di mesi fa, credo, avevo già pubblicato il medesimo testo anche su quel sito! Ecco risolto l'arcano!


lafede

Benevento


Non poteva mancare una guida su Benevento, città dei miei genitori e città in cui ho sempre trascorso mesi interi di vacanza. Benevento è situata in Campania e per questo spesso viene accomunata a Napoli, erroneamente: la città è diversa dal capoluogo campano, a partire dal clima per arrivare fino alle origini. Come al solito, la mia guida non andrà nei dettagli storici e artistici, ma vuole essere un semplice spunto per un viaggio, una dritta su cosa vale davvero la pena soffermarsi e vedere.
Per chi fosse un po’ carente in geografia, Benevento è situata nell’interno, in una conca tra due fiumi, il Sabato e il Calore, ed è circondata da una corona di montagna (ricordo il Matese): si può dunque capire che non essendoci il mare, il clima è davvero molto simile a quello milanese! Anche la cucina vede tradizioni talvolta diverse: oltre infatti a piatti comuni alla cucina napoletana, quella beneventana tramanda ricette e pietanze tipiche e antiche.
Benevento è però ricca di storia: (brevemente) vede le sue origini nel popolo dei Sanniti fino alla conquista da parte dei Romani per poi restare per lungo tempo territorio papale e poi essere annessa al regno di Italia. Ogni epoca, e ogni popolo, ha lasciato una traccia di sé in questa città,  rinvenibile a cielo aperto ma anche sottoterra, nei musei e persino nei nomi delle vie. Ma come non ricordare inoltre il famoso noce di Benevento? Ora l’albero sede del sabba delle streghe non esiste più (fu infatti fatto tagliare per porre fine alle riunioni notturne) ma è ancora molto viva la leggenda delle streghe: la strega infatti è riconosciuta come il simbolo della città, lo Strega è un noto liquore (e premio letterario…), nella città si svolsero diversi processi alle streghe.
 Benevento dunque è una città spesso poco conosciuta ma che merita una visita approfondita, magari accompagnata da un assaggio di prodotti tipici, per scoprire un angolo della Campania poco noto e spesso offuscato dalla nomea di Napoli e dalla sua forza nell’immaginario comune.
Vi conduco alla scoperta della città con un percorso tutto incentrato sulla storia:
Parco Cellarulo: recentemente, anzi proprio questa estate, è stato inaugurato un nuovo parco cittadino situato proprio sul fiume Calore, in corrispondenza della via Appia: vedete infatti nella foto qui accanto il fiume Calore che si snoda attorniato da una ricca vegetazione fluviale e, in lontananza, la chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Il parco presenta due entrate, è dotato di pista ciclabile, di un boschetto-pineta con delle panchine fatte da blocchi di pietra e, cosa interessante e degna di nota, un’area archeologica i cui lavori di scavo sono ancora in corso.
La terra ha infatti riportato alla luce resti e reperti di epoca sannita e romana: un villaggio dell’artigianato di epoca sannita e poi romana per la lavorazione di ceramiche e tegole con fornaci risalenti al IV secolo a.C.; le mura di difesa in tufo; un tratto lastricato della via Latina vicino al Pons Maior; un antico approdo di barche;  una tomba con dei resti di un guerriero sannita; una bottega per la lavorazione della pietra e poi monete e oggetti antichi. Io ho visitato questa area nell’ora di massima calura estiva: devo ammetterlo, molto faticoso, però credo che ne valga davvero la pena nonostante i lavori di scavo non siano ancora completi.

Numerosissimi sono i resti di epoca romana presenti nel territorio beneventano e il modo migliore per scoprirli tutti è una passeggiata (a piedi, ovviamente!) dato che sono raccolti in un’unica area centrale oggi in parte chiusa al traffico delle automobili.


Dalla centrale piazza Risorgimento, parte una via, via Perasso, che conduce proprio all’inizio del corso Giuseppe Garibaldi, area pedonale e via del passeggio cittadino. Qui sorge un importante monumento, o meglio una rocca, ora sede della Provincia di Benevento:
Rocca dei Rettori: questa torre, o Rocca, è un edificio storico che testimonia benissimo il susseguirsi dei popoli e degli abitanti della città: i Sanniti infatti iniziarono ad utilizzare il luogo come avamposto difensivo, come testimoniano le mura presenti ancora sul versante est e lo strapiombo a sud; i Romani invece costruirono un edificio termale e i Longobardi lo adibirono nuovamente a scopi militari, includendolo nelle mura longobarde ancora presenti in vari punti della città. Nel VIII secolo invece sorse, a seguito di modifiche ed ampliamenti, un monastero benedettino. L’edificio poi cadde in uno stato di semi-abbandono e nel 1321 il papa ordinò di ristrutturare l’intera fortezza per crearne una dimora per i rettori della città: ulteriori furono i lavori fino a che la struttura assunse una forma a G  attorno ad un cortile. Dal 1586 al 1865 la strutture venne adibita ad un carcere. Oggi, oltre ad essere sede della Provincia di Benevento, è anche sede del Museo del Sannio, interessante museo articolato in diverse sale: qui è ospitata la parte riguardante l'antico popolo dei Sanniti.

La Villa: accanto la Rocca dei Rettori si estende la Villa di Benevento, ovvero il parco pubblico realizzato ed inaugurato sul finire del XIX secolo: è un’oasi di verde in cui rilassarsi e riposarsi, in cui rinfrescarsi nel caso si visitasse la città in piena estate. Passeggiando per la villa troverete l’immancabile laghetto provvisto delle paperelle ed ochette, la fontana con i suoi giochi d’acqua, fontanelle da cui ristorarsi e ovviamente panchine su cui sonnecchiare. Affacciandosi sul retro del parco, potrete avere una visione dell’altra parte della città di Benevento, con i monti che fanno da sfondo. Vi è inoltre un chiosco, un gazebo in ferro che mi ricorda molto quelli che spesso si vedono nei film americani! Ovviamente il parco è fornito delle aree gioco per i bambini però  c'è un’unica pecca che davvero non mi va giù: l’ingresso vietato ai cani! Perchè? Proprio non riesco a capacitarmene, per me poi amante dei cani e volontaria di un canile! (per ulteriori info:http://www.comune.benevento.it/cittabenevento/video/villacomunale.php). 


Museo Arcos: iniziando dunque la passeggiata per il corso (se è una giornata limpida in lontananza potrete avere uno scorcio delle montagne), sul lato sinistro notiamo il palazzo del Governo e, girando a sinistra per un viottolo adiacente, arriviamo al Museo di arte contemporanea del Sannio, Arcos. Il museo il cui nome richiama la struttura del palazzo ospitante, è stato inaugurato nel 2005; accoglie opere di artisti italiani e stranieri, opere di arte contemporanea che comunicano con lo spettatore coinvolgendolo anche grazie ai suoni, ai video, oltre che con la vista.  Io ho apprezzato molto questo museo, mi piace l'arte contemporanea, questa arte così "strana" e poco comprensibile per i più. Se siete amanti del genere, fateci un salto, non ve ne pentirete! (Tra l'altro il museo è spesso nelle riviste in quanto ospita mostre di interesse).
Santa Sofia: tornando per il corso, immediatamente sul lato destro notiamo un campanile, una chiesetta e una piazza: siamo in presenza della Chiesa di Santa Sofia, nonché sede del già citato Museo del Sannio. La prima impressione che potreste avere è di chiarezza, tranquillità: la chiesa infatti è priva di fronzoli o di decorazioni superflue, ma è imponente nella sua semplicità. È formata da una struttura stellare a tre absidi, ricca di colonne che creano una serie di scorci suggestivi e differenti l’uno dall’altro. Venne fondata nel 760 d.C. dal duca Arechi II dedicata alla venerazione di Cristo come Santa Sapienza (Sofia), diventando poi simbolo per l’intera popolazione longobarda nell’Italia meridionale. Nel XII secolo venne poi edificato il campanile, oggi perduto e poi ricreato come oggi possiamo ammirarlo, decorato con cartine raffiguranti la suddivisione politica e dei popoli nell’Italia meridionale nel corso dei secoli. Recenti opere di restauro hanno portato infine alla luce affreschi sulle pareti interne della Chiesa, suggestive immagini di un passato che riaffiora. La piazza antistante la chiesa, nasconde sotto la pavimentazione, ricchi resti della città antica: per un periodo infatti è stato possibile ammirarli. Accanto il portone di ingresso della Chiesa, vi è un cancello che conduce in un cortile e poi nel chiostro-museo: basta mettere piedi in questo giardino che veniamo sopraffatti dal numero immenso di reperti archeologici quali colonne, basamenti, statue! Visitando poi il museo siamo accolti da innumerevoli vasi, anfore, busti, statue sia di età egizia che di età greca e romana: l’impressione che ho avuto è di una grande ricchezza, davvero, però poco messa in risalto dalla mancanza di spazio. La visita nel museo è obbligatoria (così si ha anche la possibilità di ammirare il chiostro) perché tutti i reperti sono una importante testimonianza della storia che ha investito questa zona geografica, anzi qui sono custodite bellezze senza eguali. La chiesa inoltre è candidata per entrare a far parte del Patrimonio Unesco! 


Hortus Conclusus: proprio di fronte la piazza un vicoletto stretto e caratteristico conduce in un giardino moderno,racchiuso da mura: è l'Hortus Conclusus. Un giardino realizzato nel 1992, pensato come luogo per la riflessione, ospita al suo interno delle sculture in chiave contemporanea: è cinto da parte delle mura del convento, e sia la pavimentazione sia le mura che lo circondano, si richiamano alla tradizione storica della città. Diverse sono le fontane nel giardino, in quanto l'acqua dovrebbe favorirne con il suo rumore, la riflessione (il disco che vedete nella foto è in realtà una fontana).

San Bartolomeo: continuando a camminare per il corso, sul lato sinistro troverete una chiesa, la chiesa di San Bartolomeo: vi consiglio di fermarvi e di ammirare lo splendido portone di legno intarsiato in splendidi giochi floreali.
Prima di proseguire oltre per il corso, infilatevi un uno dei vicoli sulla vostra destra: vi ritroverete nella Benevento vecchia, fatta di vicoletti in pietra e case basse, dove si respira ancora un'atmosfera fuori dal tempo!



Arco di Traiano: poco oltre la Chiesa di San Bartolomeo, sulla sinistra si apre piazza Roma mentre sulla destra una via conduce all’Arco di Traiano. L’arco si trova ora in una piazza e, piccola curiosità, qui si trova il palazzo dove nacque Giuseppe Moscati. Simbolo della città, simbolo dell’epoca romana, l’arco è una testimonianza diretta della vittoria dei romani che conquistarono la città; fu eretto tra il 114 e il 117 per celebrare l’apertura della via Appia. L’Arco divenne con il tempo una porta di accesso alla città, noto per la sua imponenza. Non appena iniziate a percorre la via che vi conduce all’arco, iniziate ad osservarlo: spicca e risalta tra palazzi di epoca più recente, creando un effetto suggestivo. L’arco è ad una sola fornice ed è completamente decorato da scene militari, scene di pace e scene che rappresentano i rapporti della città con l’imperatore; presenta inoltre una iscrizione dedicatoria in latino. Vi consiglio di camminarci attorno per poter osservare meglio ogni singola figura intarsiata e per poter rendervi conto maggiormente della sua imponenza. 

Chiesa di Sant'Ilario: spostandovi alle spalle dell’Arco noterete subito un’ampia distesa verde e, al centro, una chiesa: questa è la Chiesa di Sant’Ilario a Port’Aurea. Si trova lungo la via San Pasquale, antico tratto della via Traianea. È stata ristrutturata recentemente e riportata in auge grazie a sapienti giochi di luce notturni e ad iniziative culturali; è di epoca longobarda, probabilmente edificata già su una costruzione più antica. È costituita da una pianta rettangolare con un abside semicircolare; è poi sovrastata da due torrette di differente dimensione. Verso la fine del XVII la chiesa venne però sconsacrata e poi trasformata in casa colonica ma i recenti lavori di restauro hanno permesso di riportare alla luce un tesoro storico e archeologico dimenticato. Grazie infatti a delle passerelle è possibile ammirare le strutture sottostanti e le diverse iscrizioni e decorazioni di pietra.


Terme: tornando nella via del corso, continuate la camminata fino ad arrivare proprio davanti al Duomo di Benevento, importante cattedrale in marmo bianco attualmente in restauro, che ha dato alla luce ulteriori reperti archeologici. Prendendo però una via adiacente, via Carlo Torre, si arriva ad un recente scavo archeologico che ha riportato alla luce delle terme romane: è possibile esplorarlo al suo interno, seguendo il percorso indicato. Questo luogo è anche adibito a spettacoli soprattutto nel periodo estivo grazie alla presenza di gradinate e di una base adibita a palco. Ci troviamo nel cuore del quartiere Triggio, ovvero il quartiere secondo la leggenda dove le streghe di Benevento erano solite incontrarsi. Triggio infatti deriva da trivium, ovvero incrocio di strade, punto di incontro. Tra l'altro, potrete trovare delle statue ormai inglobate in abitazioni private!


Teatro romano: proseguendo oltre si arriva in fine al ben noto Teatro romano di Benevento, databile tra la fine del I e l’inizio del II secolo dall’imperatore Adriano in prossimità del cardo maximus. La pianta è semicircolare, nel momento del suo splendore era dotato di 25 arcate articolate su tre ordini in capitelli tuscanici (oggi rimangono solo quelle del primo). La cavea è conservate in buone condizioni e sotto di essa si diramano corridoi e scale di accesso; la scena, ampia, presenta resti di tre porte monumentali che conducevano all’orchestra e qui sono ancora conservati dei tratti del pavimento in mosaico e la pareti marmoree policrome. Il teatro presente un’acustica eccellente: è infatti utilizzato tuttora per concerti o spettacoli. Vi consiglio di visitare il teatro, dietro pagamento di una modica cifra di ingresso o gratuitamente per gli studenti, e di sedervi sulle gradinate per poter rivivere, almeno con la fantasia, l’antico splendore del teatro in epoca romana, avendo sempre cura però di non deturpare questa bellezza!
Tornate nuovamente per il corso e poco più giù del duomo, si dirama una via che conduce verso il ponte Vanvitelli, sopra il fiume Calore. Beh, vi consiglio di spingervi fin qui perchè proprio dall'altra parte della sponda vi è una lapide in memoria di Manfredi di Svevia, qui ucciso durante la battaglia di Benevento nel 1266 (citato poi da Dante nel Purgatorio).

Spero abbiate gradito la mia guida e spero vi abbia solleticato un po': nel caso in cui non foste mai andati a Benevento, beh, ora avete una buona panoramica oltre che un buon motivo per visitarla! Tra l'altro, ora che si avvicina il periodo invernale, vi consiglio di provare gli ottimi torroni tipici di questa zona! 


lafede

San Gimignano


San Gimignano


Dopo “qualche” giorno di assenza…eccomi con una nuova guida-consigli di viaggi! Come leggete anche dal titolo del post, vi racconto la mia esperienza a San Gimignano, risalente alla Pasqua del 2009.
Con i miei genitori ho deciso di passare qualche giorno di vacanza a Firenze, che non avevo mai visitato, e di ritagliare un giorno per visitare proprio questa graziosa cittadina di cui avevo sentito parlare ma, come tutta la Toscana, mai visitata!
Come potete immaginare, essendo giorni di festa, il borgo era frequentatissimo: tantissima gente a piedi per le vie e soprattutto, ahimè, tantissime auto in coda proprio fuori le mura! (inquinamento a gogò!). Armati di pazienza troverete anche voi un buchetto per la vostra auto per poi indirizzarvi nel cuore del borgo medievale: noterete fin da subito le torri medievali che si stagliano in cielo, sono numerose e ognuna conferisce un’aurea fuori dal tempo. Precisamente ad oggi sono 14, senza contare altre ormai inglobate in altre costruzioni. Passeggiando per le vie vi sembrerà di trovarvi in un posto quasi incantato e indietro nei secoli; saranno poi gli innumerevoli negozi a farvi catapultare nei nostri anni! Oltre ad una passeggiata dell’intero borgo, ecco che cosa vi consiglio di vedere, anzi di non perdervi assolutamente!
Piazza della Cisterna: si trova posizionata all’incrocio tra le due vie principali del borgo, per cui un passaggio da queste parti sarà sicuramente obbligato! Anticamente era destinata ad ospitare il mercato, feste e tornei. Ha una caratteristica forma triangolare ed è collegata direttamente con piazza Duomo; al centro vi è la cisterna appunto, ovvero un pozzo in travertino con piedistallo. Sulla piazza si affacciano poi l’arco dei Becci, cioè un’antica porta cittadina; la torre dei Becci e dei Cuganesi. Vi consiglio di alzare gli occhi all’insù e ammirare i palazzi: edificati nei caratteristici materiali, risplendono ancora con le decorazioni e gli intarsi ad arco, abbelliti spesso da qualche pianta rampicante.
Piazza Duomo: attigua a Piazza della Cisterna, ha una forma trapezoidale ed è circondata da diverse torri. Il lato ovest è occupato dalla Collegiata, ovvero il Duomo, con la sua scalinata; sul lato opposto si trova il Palazzo vecchio del podestà, con la Torre Ragnosa e la Torre Chigi. Il lato nord ospita le torri gemelle dei Salvucci; quello sud il Palazzo nuovo del Podestà, con la loggia del Comune e la torre Grossa.

Dunque, la Torre Grossa: è la più alta nonché…visitabile! Vi consiglio di salire e raggiungere l’ultimo piano. Da qui infatti si gode una vista stupenda sulla campagna circostante e sulla piazza della Cisterna! Sempre sulla sommità è conservata una campana enorme all’interno di una gabbia: è davvero simpatico scattare le foto proprio sotto la campana! Accanto vi è anche il Museo archeologico. Un suggerimento: quando uscite dalla torre, buttate un occhio alle pareti dei palazzi attorno perché si intravedono diversi affresci!




Continuate a passeggiare per le vie del borgo medievale e raggiungerete un parco, un’oasi fresca e riposante dove potrete tra l’altro scattare diverse foto! È circondata anch’essa da mura, sovrastata dalle torri della cittadina






Vi ha incuriosito? Non vi cito posti dove andare a mangiare perchè...non abbiamo mangiato! In compenso se volete, potete fare un po' di shopping nei negozi di pelle o di oggettistica locale!

lafede

Milano: Torre Branca


Torre Branca


Quanti giorni di assenza! Quasi un mese! Chiedo venia! Purtroppo tra lo studio, impegni vari e l'altro blog di cucina...il tempo per dedicarmi alle guide di viaggio si va via via assottigliando! Oggi Milano si è svegliata imbiancata: un primo assaggio per questo inverno! Già adesso però una pioggierellina mista a nevischio sta già spazzando via tutto...
Torniamo però alla nostra guida di oggi! Vi parlo di un altro posto di Milano, anche questo probabilmete poco noto o perlomeno quasi mati visitato: la Torre Branca.

La Torre è situata nel Parco Sempione a due passi dal Castello Sforzesco, accanto alla Triennale. Svetta tra i palazzi non perchè sia particolaramente alta  ma perchè  è una costruzione insolita per il panorama milanese, per lungo tempo chiusa al pubblico.
La torre è interamente in ferro, alta 108,60 metri ed è la quarta costruzione più alta della città dopo il nuovo palazzo della regione, il Pirellone e la torre Breda; supera anche l'altezza del Duomo di poco.
Un po' di storia, che dite? E' stata inaugurata nel 1933 dietro progetto di Giò Ponti con il nome di Torre Littoria; a 97 metri di altezza vi è una saletta in passato adibita a ristorante, ora invece aperta solo come punto panoramico.
La torre è stata chiusa al pubblico nel 1972 e riaperta solo dal 2002, dopo una ristrutturazione per opera appunto della società Branca.

Dal 2002 quindi è possibile visitare la torre, o meglio ammirare il panorama di Milano dall'alto: un ascensore vi porterà al vertice, nella saletta panoramica e per circa 10 minuti sarete a quasi 109 metri di altezza sopra la città!

Noterete per prima cosa il Castello Sforzesco, l'arena, l'Arco della Pace e l'antenna della Rai. 








Spostando lo sguardo un poco più in là invece si vedrà il Duomo di Milano in tutta la sua maestosità ( ricordo che è possbile anche visitare le guglie del Duomo...ma questo sarà dedicato ad un altro post...). Se la giornata è particolarmente limpida non sarà difficile scorgere le Alpi, più vicine di quanto si pensi!





lafede

Milano: Abbazia di Chiaravalle


Milano: abbazia di Chiaravalle


Voglio iniziare la scoperta degli angoli insoliti di Milano con uno dei posti che adoro di più: l’abbazia di Chiaravalle. Fino agli anni venti del Novecento, Chiaravalle era un comune a sé; adesso è parte di Milano anche se si trova leggermente fuori la città. Nonostante adori spostarmi in bici, sfidando il traffico e rischiando la vita continuamente, raggiungo sempre questo posto con l’auto per comodità (anche perché abito dall’altra parte della città!).
Chiaravalle è però facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici: proprio davanti l’ingresso dell’abazia c’è una fermata dell’autobus, la 77, che porta  alla fermata Brenta della metro gialla.
Ma perché Chiaravalle? Cos’ha di speciale questo posto?
Personalmente adoro il fatto che esista questa oasi di pace a due passi dalla città, immersa nel parco agricolo sud, tra risaie e volatili, un’oasi ancora carica di spiritualità e di silenzio. L’abbazia ha origine nel lontanissimo 1135, sulla scia dell’abazia di Citeaux, da parte del monaco benedettino Bernardino da Chiaravalle: l’edificazione dell’intera struttura avviene a più riprese nel corso dei secoli, vedendo anche l’intervento del Bramante (evito di riportare l'intera storia e descrizione artistica della struttura, altrimenti rischierei di fare una noiosa copia di ciò che trovate nelle rete; se siete interessati troverete la pagina di wikipedia fatta non male!)
Un muro di cinta e un portone di legno lavorato permettono l’ingresso all’interno del cortile antistante la chiesa: qui sul lato destro si snoda un edificio basso che accoglie un negozietto davvero carino: è gestito dai frati e vende prodotti locali (uova, carne…) e una grande varietà di miele,  birra, cioccolata, caramelle, biscotti tutti di provenienza da altri monasteri. Si possono trovare anche cosmetici naturali e tisane biologiche e, ovviamente, articoli religiosi. Ogni volta che vengo qui, una puntatina nel negozietto non me la toglie nessuno: compro soprattutto miele e tisane!
Proseguendo nel piazzale, ci accorgiamo che sulla sinistra si apre un grande prato: è stato bellissimo ammirarlo pieno di neve! Mentre sul lato sinistro vi è un cancelletto che conduce ad un vecchio mulino, ancora in uso: organizzano infatti corsi di panificazione!
Davanti a noi si erge la chiesa in stile gotico, con alcune contaminazioni romaniche: colpisce il colore rossastro delle pietre con cui è edificata e il lavorato portone ligneo di ingresso. Entrando si rimane meravigliati dalla semplicità della chiesa e dalla bellezza degli affreschi che appaiono sui muri: è d’obbligo una camminata esplorando da soli ogni angolo.

Sul lato destro della chiesa vi è un passaggio per entrare nel chiostro: qui è fortemente consigliata una visita per ammirare le colonnine annodate e decorate con foglie e aquile e per respirare quell’aria così antica e leggera; da qui noterete il campanile svettante, chiamato anche “ciribiciacciola”: è una torre ricca di archetti pensili, tutta in mattoni rossi con degli intarsi di marmo bianco, maestosa nella sua semplicità e, una volta vista, facilmente riconoscibile anche dalla vicina tangenziale!
Insomma, è uno dei posti più belli che si possa trovare a Milano: se poi c'è anche la neve, si ha l'impressione di essere in un luogo incantato dove tutto si è fermato!
lafede

Dal palazzo della regione


Dal Palazzo della regione

Rimanendo sempre in tema "Milano dall'alto" vi mostro queste due foto scattate a inizio 2010 presso il nuovo palazzo della regione, che occupa l'area dove prima si trovava il bosco di Gioia :-( 
Nonostante il complesso fosse ancora incompleto, avevano aperto al pubblico l'ultimo piano del nuovo "grattacielo": dopo una lunga fila al freddo allietati da una simpatica banda, siamo entrati in questo nuovissimo ascensore che in pochi secondi ci ha portati sulla terrazza. Si arriva al 39°piano, circa a 161 metri d'altezza: vi assicuro che si percepisce un certo fastidio durante la rapida salita!

Bene, da questa terrazza tutta a vetrate si può avere un'altra panoramica della città in particolare della zona circostante la stazione centrale e il Pirellone (come potete notare nella foto qui accanto) ma puntando l'occhio un po' più in là si riconosce facilmente anche San Siro o altri edifici noti della città.

lafede


venerdì 23 settembre 2011

eccomi!

Buonasera!
Mi scuso per la lunga assenza, ma davvero sono stata risucchiata dallo studio! Tutta colpa di un esamone, quello caratterizzante il mio curriculum, insomma quello che deve andare bene per forza! Ed ora che l'ho fatto mi sento molto ma molto più libera! E posso finalmente tornare qui! 
A dir la verità ho in mente una idea già da un po', ovvero di ampliare gli argomenti del blog, di andare oltre la cucina e ricoprire un po' quello che mi interessa o mi attrae o di cui mi va di parlare. 
Spero che mi continuiate a seguire anche nella nuova versione!!

Un salutone a tutti!

lafede

mercoledì 31 agosto 2011

Zimbatò


Un ricordo che ho del campo fatto a Polistena è buonissimo: lo zimbatò! Ha letteralmente stregato tutti noi, preparato direttamente dalle donne del posto quando ritornavamo dal lavoro nei campi e poi a ferragosto...un profumo ed un sapore che purtroppo non sono riuscita a ricreare qui a Milano...ci ho provato almeno per rivivere quelle emozioni e quella serenità che mi ha accompagnato durante quella settimana. 

tempo di preparazione: 2 ore
ingredienti:
3 melanzane
3 peperoni
3 patate
300 ml di salsa
basilico 
sale

procedimento:

Lavate e pulite le melanzane, i peperoni e le patate; tagliate poi le melanzane e i peperoni a filettini, più o meno grandi, e le patate a dadini.






Friggeteli separatamente e lasciateli asciugare bene.






Preparate o scaldate la salsa; nel vassoio da portata mischiate i peperoni, le patate e le melanzane con la salsa, il basilico e il sale. Lasciate riposare per qualche ora e poi servite!






lafede


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